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Sapete di quel monastero dove le suore fanno i dolci amati dal Gattopardo?

Guida Sicilia Icona orologio 20 giorni fa
Sapete di quel monastero dove le suore fanno i dolci amati dal Gattopardo?
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"Il monastero di Santo Spirito era soggetto ad una rigida regola di clausura e l'ingresso ne era severamente vietato agli uomini. Appunto per questo il Principe era particolarmente lieto di visitarlo, perché per lui, discendente diretto della fondatrice, la esclusione non vigeva, e di questo suo privilegio, che divideva soltanto con il Re di Napoli, era geloso e infantilmente fiero. (…) Gli piacevano i mandorlati che le monache confezionavano su ricette centenarie".

Così scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo Gattopardo, trasfigurando il monastero del SS. Rosario delle Benedettine di Palma Montechiaro e accennando ai dolci che qui si facevano e ancora oggi si fanno.

Monastero del SS. Rosario delle Benedettine di Palma Montechiaro

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Nel monastero del paese del Gattopardo, infatti, le ultime tre monache di clausura, suor Maria Nazzareno, la cugina suor Maria Rosaria e suor Raffaella, la più giovane, continuano a scandire le proprie giornate secondo la regola benedettina dell'ora et labora: pregando e facendo dolci squisiti, che tanto piacevano al Principe Fabrizio Salina e al suo "creatore".

Le suore del monastero del SS. Rosario di Palma Montechiaro intente a preparare i dolci

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Il monastero è uno dei pochissimi in Sicilia dove ancora c'è una produzione artigianale fatta dalle monache. Biscotti ricci - detti anche mandorlati -, muccuneddi, pasta reale col cedro, torrone morbido con mandorle e pistacchio. Un tripudio di bontà, dolcezza e spiritualità che esce dalle mani sapienti delle tre monache.

I Ricci del Gattopardo

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"La preparazione avviene ogni settimana - dice suor Maria Nazzareno intervistata recentemente dall'Ansa - e poi li vendiamo a chi viene a trovarci, consegnando i vassoi tramite la ruota che ci consente anche di ricevere i doni delle persone". Le tre monache vivono infatti di carità e le offerte provenienti dalla vendita dei dolci consentono loro di autosostenersi.

La "rota degli esposti" del monastero del SS. Rosario delle Benedettine di Palma Montechiaro

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La ruota di cui parla suor Maria è la "rota degli esposti" (un tempo usata per accogliere i bambini abbandonati), accanto alla quale si trova una finestra, dalle robuste sbarre, da dove si affacciano le suore e si possono richiedere queste dolci bontà che, attraverso la ruota, escono fuori dal convento, esattamente come si faceva secoli fa.

La base dei dolci che vengono preparati dalle suore sono le mandorle, rigorosamente siciliane...

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La base dei dolci che vengono preparati dalle suore sono le mandorle, rigorosamente siciliane, poi trasformate in paste grazie alle antichissime ricette. Tutto l'anno si può anche trovare la frutta marturana, a Pasqua, invece, gli agnelli di pasta reale, ma i più famosi sono i biscotti ricci, oggi conosciuti anche come "Ricci del Gattopardo", preparati secondo un'antica ricetta che risale a quattro secoli fa, messa a punto dalle suore in occasione della visita del Duca Santo, Giulio Tomasi di Lampedusa, antenato dell'autore del Gattopardo, divenuto poi Principe.

Biscotti ricci, detti anche mandorlati

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Sarà la semplicità degli ingredienti - farina di mandorle e zucchero semolato in pari quantità, scorza di limone e uova intere (da aggiungere nella quantità necessaria per realizzare un composto omogeneo e modellabile) - o un tocco segreto, ma le monache non hanno mai voluto rivelare la loro tecnica di preparazione. Di conseguenza, se si vuole assaggiarli e vedere se il Principe Salina avesse ragione, bisogna andare a Palma Montechiaro, il Paese del Gattopardo.

- Palma di Montechiaro, la città del Gattopardo (Guidasicilia)

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