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Conosci i "cugini" dei cannoli siciliani? Si chiamano ciarduna e sono dell'Agrigentino

Conosci i "cugini" dei cannoli siciliani? Si chiamano ciarduna e sono dell'Agrigentino

In questo articolo scoprirai:

L'Arte pasticcera siciliana sarebbe da annoverare, a buon diritto, negli elenchi dei Beni Culturali. Barocchi, straordinariamente variegati, squisiti come pochi al mondo, i dolci dell'Isola appassionano e raccontano storie millenarie.

È ben noto che ad arricchire la nostra pasticceria ha contribuito la dominazione araba: il gelato, i cannoli di ricotta, la cassata, infatti, sono tutti dolci introdotti dagli arabi che nei secoli si sono "evoluti" e perfezionati nelle cucine dei tanti monasteri dell'isola. Tra questi, i più celebri sono quelli agrigentini di Santo Spirito e quello del SS. Rosario delle Benedettine (LEGGI), luoghi di preghiera ed eccellenti laboratori di pasticceria.

Ed è tipico dell'Agrigentino il dolce di cui vogliamo parlarti: 'u ciarduni di ricotta, una sorta di "cugino" ancora poco conosciuto del più celebre cannolo siciliano.

La storia dei Ciarduni di ricotta

'U ciarduni di ricotta è un tubo di pasta frolla ricoperto di granuli di mandorle tostate con l'interno ripieno di ricotta zuccherata, scaglie di cioccolato e ricoperti da una spolverata di zucchero a velo.

Questa leccornia fa parte del patrimonio dolciario di Agrigento e di tutta la sua provincia, ma lo si trova anche a Castronovo di Sicilia e Lercara Friddi, comuni della limitrofa provincia palermitana.

Bivona

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Nello specifico, i ciarduna sono una tipicità dei comuni di Camastra e Bivona, dove viene preparato, ancora oggi, da tutte le famiglie. In particolare, il legame dei ciarduni con la cittadina di Bivona trova rispondenza nel fatto che il territorio era ricco di mandorleti, successivamente sostituiti con le coltivazioni delle pesche, e le mandorle impreziosiscono l'involucro esterno del dolce; ma anche per la presenza nella zona di una florida pastorizia che consente di produrre un'ottima ricotta, indispensabile per riempire il delizioso cilindro.

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Il colonnello Giuseppe Coria, nella sua monumentale opera "Profumi di Sicilia", la "bibbia della Cucina Siciliana", ricorda anche 'u ciarduni di Raffadali, mentre, il musicista e scrittore, Edoardo Cicala, evidenzia che: "nelle pasticcerie di Agrigento 'u cciarduni non manca mai".

La ricetta dei Ciarduni di ricotta

Se vuoi realizzare a casa questa tipica squisitezza agrigentina segui la ricetta...

Ingredienti: 500 gr farina - 150 gr zucchero - 100 gr strutto - 1 bustina di vanillina - 15 gr di ammoniaca - latte tiepido q.b. - 250 gr mandorle con la buccia tostate e macinate - 160 gr di zucchero - 80 ml di acqua.
Per la crema di ricotta: 500 gr di ricotta di pecora - 150 g di zucchero - scaglie di cioccolato.

La preparazione

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Mescola la farina e lo strutto con le mani, quindi unisci lo zucchero, la vaniglia e l'ammoniaca. All'impasto unisci poi il latte tiepido fino ad ottenere un composto non troppo duro. Fai riposare la pasta dei ciarduna per 30 minuti, se fa caldo, la mettete in frigo.

Passato il tempo occorronte, stendi l'impasto fino a ottenere una sfoglia sottile, poi fai delle strisce larghe 7 cm e avvolgili ai cilindri dei cannoli imburrati; bagna con dell'acqua i lembi della pasta prima di saldarli l'uno sull'altro, e metteteli a cuocere in forno preriscaldato a 180 °C fino a doratura (15 minuti circa). Una volta cotti, fai raffreddare le scorze dei cialdoni a temperatura ambiente. Per staccarli gira piano i cilindri.

Per lo sciroppo di zucchero: sciogli lo zucchero in un tegame insieme all'acqua fredda e porta a bollore. Dopo altri 2-3 minuti, togli dalla fiamma e lascia intiepidire. A questo punto, spennella i cilindri dei cialdoni con lo sciroppo di zucchero e passali nella granella di mandorle tritate.
Riempi di crema di ricotta le scorze solo poco prima della consumazione, a meno che non si gradiscano dei cialdoni dalla scorza un po' più ammorbidita dalla crema. Infine, cospargie con zucchero a velo.

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