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Arte

La contessa Eleonora d'Aragona testimonial dei borghi siciliani di cui fu amata signora

La contessa Eleonora d'Aragona testimonial dei borghi siciliani di cui fu amata signora
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Enigmatica. Metafisica. Eterea. Qualcuno l'ha chiamata la Gioconda Sicana e il suo profilo, ruotato tridimensionalmente a 360°, è servito da ispirazione all'architetto Italo Rota per i "birilli" del Foro Italico a Palermo. Stiamo parlando del quattrocentesco busto di Eleonora d'Aragona, scolpito da Francesco Laurana e conservato nel museo di Palazzo Abatellis.

I dissuasori ("birilli") di Italo Rota lungo la promenade del Foro Italico a Palermo

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Adesso, l'iconica immagine promuoverà quei borghi siciliani dei quali la contessa Eleonora, nipote del Re di Sicilia Federico III, moglie di Carlo Peralta, signore di Sciacca, era nobile signora

Infatti, la nobildonna, che visse, governò e morì nel lembo di Sicilia tra Giuliana (PA) e Caltabellotta (PA), non si sa dove venne sepolta, ma il suo monumento funebre è nell'amato monastero di Santa Maria del Bosco di Calatamauro, a pochi chilometri da Contessa Entellina.

Il murale di Igor Scalisi Palminteri a Contessa Entellina

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E proprio il borgo arbëreshe di Contessa adesso ha deciso di renderle omaggio, commissionando a Igor Scalisi Palminteri un grande murale che prende spunto dal busto del Laurana, ed è parte di un progetto del Comune, "Mecenati di noi stessi", che proseguirà con altre realizzazioni artistiche riconducibili a periodi storici diversi come quello dell'insediamento albanese.

"Non sono solito, per scelta, dipingere regnanti o potenti; preferisco santi protettori, artigiani, povera gente - spiega Igor Scalisi Palminteri -; ma in questo caso mi ha convinto la figura di Eleonora, signora amata dal popolo. E, soprattutto, il confronto con una scultura: la tridimensionalità mi ha sempre affascinato, la vera sfida è stata trovare un modo per riprodurne la profondità".

Monastero di Santa Maria del Bosco di Calatamauro

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Contessa Entellina ha anche stretto una sinergia con la Fondazione Le Vie dei Tesori che proprio nelle scorse settimane ha lanciato un network di 42 borghi siciliani che hanno deciso di fare sistema per portare avanti politiche di rigenerazione, valorizzazione, lotta allo spopolamento, ma soprattutto crescita comune dei territori (LEGGI).

Panorama da Contessa Entellina

E proprio su questa direttrice si installa il progetto "Mecenati di noi stessi" che, oltre all'opera di Igor Scalisi Palminteri, riguarda anche una scultura dell'eroe albanese Skanderberg, affidata allo scultore palermitano, di stanza a Londra, Vincenzo Muratore; la realizzazione di 28 elementi decorativi dell'artista Carmelo Giallo e, infine, un percorso tra le icone bizantine realizzate da Vincenzo Bruno, uno degli ultimi artigiani che lavora con la tecnica della tempera all'uovo su legno.

"Vorremmo far sì che il visitatore scegliesse di venire a Contessa Entellina, finora lontana da ogni circuito turistico - dice il sindaco Leonardo Spera -. La figura di Eleonora d'Aragona è solo il primo spunto per partire alla scoperta di un territorio che nasconde molto altro".

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