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La storia delle "donne volanti" di Alicudi, lisergica isola delle Eolie...

Guida Sicilia Icona orologio 22 giorni fa
La storia delle "donne volanti" di Alicudi, lisergica isola delle Eolie...
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Patrimonio dell'Umanità Unesco e paradiso in terra per moltissimi turisti, Alicudi, la più antica delle sette isole Eolie - nata da un'eruzione vulcanica avvenuta circa un milione di anni fa -, ha sempre avuto fama di isola magica, luogo dove accadevano straordinari fenomeni e, per questo, compendio terrestre di leggende, tramandate di generazione in generazione.

Alicudi - ph gnuckx cc0
Foto di gnuckx cc0 - Luogo dello scatto 38° 33' 13,69" N, 14° 21' 00,58" E - CC BY 2.0 - Originally posted to Flickr

Tra le più affascinanti e bizzarre c'è sicuramente quella delle "donne volanti", mito nato intorno gli inizi del Novecento, quando Alicudi viveva di agricoltura (e non di pesca) e gli isolani coltivavano ulivi, viti, ortaggi e segale - quest'ultimo, ingrediente utile per la produzione del pane.

Alcuni isolani vedevano donne che volavano e, una volta spiegate le ali, si trasformavano in corvi...

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Le cronache raccontano che, intorno al 1902, gli abitanti dell'isola iniziarono a lamentare visioni a dir poco pittoresche: alcuni vedevano donne che volavano e, una volta spiegate le ali, trasformarsi in corvi; altri vedevano uomini in barca che tagliavano trombe marine avvolte nella nebbia.
Visioni che non appartenevano a pochi singoli, ma raccontate e denunciate da una vasta platea di isolani.

Segale cornuta

Magia? Sortilegio? Diavoleria? Ovviamente, niente di tutto ciò. È più logico pensare che gli arcudari (così si chiamano gli abitanti di Alicudi) fossero vittime di allucinazioni. E qui entra in gioco uno degli elementi agricoli di cui abbiamo appena accennato: la segale.

Infatti, è molto probabile che il cereale coltivato nell'isola in quel periodo - dalla quale si ricavava la farina per fare il pane - fosse "segale cornuta", ossia infestata dal Claviceps purpurea, un fungo parassita meglio conosciuto con il nome di Ergot, dove è presente l'acido lisergico, ingrediente base dell'LSD. Di conseguenza, le visioni degli abitati erano frutto di un'allucinazione collettiva causata da quel pane che l'intera popolazione consumava.

Il pane lisergico di segale cornuta

Un'ipotesi questa, suffragata dall'antropologo Paolo Lorenzi che ha studiato la storia dell'isola. "A portare il fungo sull'isola - dice Lorenzi - pare siano stati gli inglesi, che venivano da queste parti a prendere la malvasia, per fare lo sherry, e l'assenzio. Commerciavano soprattutto a Messina e Palermo e poi passavano dalle Eolie".

Alicudi lisergica

Un'altra tesi è quella dell'antropologa Macrina Marilena Maffei, grande studiosa dei miti e delle leggende delle Eolie, che sostiene come il fungo fosse presente, non soltanto nelle isole ma in tutta Sicilia, da molto più tempo. Tra l'altro, gli effetti della segale cornuta si conoscevano già al tempo degli antichi Greci, che la ingerivano prima di dare vita ai riti dei "Misteri Eleusini".

Dunque, per farla breve, gli abitanti di Alicudi per un periodo si sono ritrovati, inconsapevolmente, a vivere una situazione simile a quella che il popolo hippie dell'Isola di Wight avrebbe vissuto - in questo caso consapevolmente - più di sessant'anni dopo, sulle note degli Jefferson Airplane: l'attraversamento delle "porte della percezione" dopo aver ingurgitato l'Ergot sintetizzato da Albert Hofmann.

Alicudi, l'isola dai mille gradini (Guidasicilia)

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